TUTTI PER LA SCUOLA! E TU, SEI DEI NOSTRI?

A scuola, ogni giorno serve qualcosa. Le risorse non bastano mai, e l’aiuto di insegnanti e genitori è fondamentale. Ecco allora un’iniziativa che fa al caso nostro!

 

“Tutti per la scuola” è la raccolta punti che regala materiali e strumenti didattici alle scuole dell’infanzia e primarie, semplicemente facendo la spesa nei punti vendita aderenti alla Charity promotion.

 

COME FUNZIONA

Per partecipare basta:

- iscrivere la tua scuola sul sito www.tuttiperlascuola.it

- invitare le famiglie a donare alla scuola i punti della loro carta fedeltà

 

NOVITÀ “PRESENTA UNA SCUOLA AMICA”

Per accelerare la raccolta punti, la terza edizione di “Tutti per la scuola” propone una grande novità: l’iniziativa “Presenta una scuola amica”.

Fino al 31 dicembre 2014, SE LA TUA SCUOLA È GIÀ ISCRITTA, ricevi 500 punti in omaggio semplicemente segnalando una scuola amica.

E per le scuole segnalate che casino si iscrivono, 250 punti di benvenuto!

 

I CONTENUTI DIDATTICI

In più, puoi accedere alle utili e divertenti schede con consigli e giochi anti-spreco che trovi online a partire da settembre 2014.

 

Per tutti i dettagli, visita il sito dell’iniziativa

 

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Hai un’esperienza concreta, manuale, “sul campo” che la tua classe ha fatto e che vuoi raccontarci? Collabora con noi oppure vieni sulla pagina FB di myedutainment e diventa fan!

 

PER CHI

‘Tutti per la scuola’ è un’attività di Charity promotion rivolta alle scuole d’infanzia e primarie d’Italia, promossa da SELEX Gruppo Commerciale S.p.A.

 

COSA PROPONE

Un sostegno concreto alla scuola: un’iniziativa di raccolta punti che regala materiale didattico. Per aderire, basta semplicemente fare la spesa nei punti vendita collegati alla Charity promotion.

 

OPPORTUNITÀ PER LA SCUOLA

Le scuole aderenti al progetto, a seconda del numero di punti raccolto, possono scegliere uno o più premi tra quelli presenti sul catalogo. In più, possono accedere a contenuti attuali e gratuiti, disponibili in download sul sito dell’iniziativa a partire da settembre.

 

    10.000 buoni motivi per urlare “Crescendo si scambia”!

    Prendi un bambino, mettilo di fianco al papà o alla mamma, oppure perché no, a un
    nonno. Dà loro tempo libero per divertirsi. Per giocare. Quale sarà la magia capace di unirli e di rafforzare il rapporto? Probabilmente una passione comune, da vivere assieme. Da “fare” assieme. Le figurine, per esempio! Anche in classe, durante la ricreazione. Un passatempo… senza tempo, un oggetto pieno di ricordi e di emozioni, da scambiarsi e da collezionare. Per giocare in compagnia!

    Panini S.p.A. ha promosso e portato nelle scuole primarie “Crescendo si scambia”, un’attività didattica che diventa opportunità per fare gruppo e sperimentare dinamiche di relazione attraverso giochi e attività sullo scambio. Oggetto? La figurina! Sinonimo di manualità, numeri, negoziazione, rispetto delle regole, memoria, creatività.

    E alla fine del breve percorso, che include un kit contenente tra l’altro album e figurine per i bambini, ecco  un’iniziativa libera che mette in palio per le scuole buoni spesa in materiale didattico per un valore complessivo di 10.000 euro! Basta coniare uno slogan sul valore dello scambio e incrociare le dita.

    Per approfondire

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      Le 3 parole magiche per coltivare un’idea: GROW THE FUTURE


      Dalla teoria alla pratica, dalle schede didattiche all’esperienza sul campo e alla coltivazione in due passaggi, anzi… in due kit! È questo il segreto e l’estrema concretezza di GROW THE FUTURE, SAVE THE WATER, il progetto per un’agricoltura produttiva e sostenibile promosso da Syngenta e Netafim e ideato dall’agenzia d&f per le scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia, in particolare Istituti tecnici e professionali a indirizzo ambientale-agrario, agroalimentare e agroindustriale. Tema centrale della seconda edizione: l’acqua, risorsa preziosa da utilizzare con responsabilità.

      Conoscere la storia, gli strumenti, la ricerca e l’innovazione di due player globali così forti costituisce per i ragazzi un ideale ponte tra scuola e mondo del lavoro in un settore in controtendenza, se è vero che nei prossimi anni genererà 100.000 posti di lavoro (Coldiretti), con imprenditori agricoli sempre più giovani (under 35) e sempre più qualificati.
      Ma in cosa consiste il percorso?
      • Con il primo kit e con i materiali scaricabili dal sito www.growthefuture.it, i ragazzi trovano strumenti e stimoli per un viaggio tra colture tipiche – mais in particolare – il tutto nell’ottica del risparmio idrico e dello sviluppo sostenibile.
      • Con il secondo kit, anche questo assolutamente gratuito, le scuole potranno montare un vero e proprio impianto di irrigazione all’insegna dell’efficienza irrigua.
      • A conclusione del percorso, un’iniziativa libera con BUONI SPESA IN MATERIALE DIDATTICO per i migliori elaborati.
      E per tutte le classi partecipanti a GROW THE FUTURE, SAVE THE WATER, un’altra grossa opportunità: fare formazione in classe con esperti di Syngenta e di Netafim!

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        10 modi che non conoscevi per far scappare un bullo

        Mai avuto a che fare con un bullo? C’è Luca che ha sette anni, è un bambino vivace e sensibile, scalpita di gioia quando si fanno le operazioni alla lavagna e fantastica in silenzio quando ha la possibilità di fermarsi davanti alla cartina geografica del mondo. Però fa fatica a esprimere le proprie emozioni, si sente insicuro delle proprie parole e finisce per reprimere ciò che prova. Diventando così facile preda di alcuni compagni di scuola poco simpatici e un po’ prepotenti. Una volta ha preso anche delle botte. Una storia che suona famigliare, vero? Troviamo una soluzione? Anzi, perché non dieci?

        Per il terzo anno consecutivo, scuole primarie e scuole dell’infanzia di tutta Italia sperimentano l’utilità del progetto edutainment Siamo tutti Capitano, un percorso di educazione socio-affettiva promosso da Farmaceutici Dottor Ciccarelli allo scopo di far emergere la leadership positiva che è in ognuno di noi. E con la possibilità per le scuole partecipanti di mettersi alla prova con un elaborato e aggiudicarsi materiali didattici tra i quali una LIM. Come si svolge? A fianco di 10 animali-guida che accompagnano i bambini tra una miriade di attività da fare in aula e a casa, vere e proprie schede didattiche che coinvolgono la classe e la famiglia. Ogni animale ha una sua identità, caratteristiche positive e negative diverse. Immedesimandosi nel leone o nel procione, nella tartaruga o nel gatto, i bambini scoprono tantissime abilità della comunicazione da utilizzare tutti i giorni, a seconda della situazione.

        Questi gli step:

        • I bambini conoscono gli animali attraverso gli strumenti didattici del kit e i video del sito www.siamotutticapitano.it. L’identificazione scatta subito!
        • Giocando con i 10 animali a scuola e in famiglia, i bambini imparano nuovi modi di relazionarsi e di comunicare ciò che provano
        • Grande novità della terza edizione, giochi e attività per imparare a riconoscere e trasmettere le emozioni attraverso le espressioni del volto: rabbia, tristezza, gioia, paura, noia…

        Alla fine del percorso, i bambini sapranno esprimere le proprie emozioni in maniera ASSERTIVA, non PASSIVA né AGGRESSIVA.  Per dire stop ai bulli e largo ai Capitani!

        Se hai trovato interessante questo contenuto, condividilo. E se hai una storia di bullismo da raccontarci, COLLABORA CON NOI.

        Per approfondire

         

          SIAMO TUTTI CAPITANO! Quattro chiacchiere “animalesche” con Nicola Iannaccone

          Un’animazione di benvenuto per accompagnare i “naviganti” in un percorso di educazione socio-affettiva dai mille risvolti. E poi 10 video coinvolgenti per giocare a essere leone oggi e gufo domani, un tutorial per i docenti e uno per “esercitare” le proprie abilità della comunicazione anche a casa, un sondaggio a premi e un blog tutto da scoprire… ma anche un kit didattico rinnovato nelle attività e nei giochi. Nasce con un sacco di novità la seconda edizione di Siamo tutti Capitano (www.siamotutticapitano.it), il progetto di educazione socio-affettiva promosso da Farmaceutici Dottor Ciccarelli nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie, sviluppato da d&f comunicazione e ispirato al testo di Nicola Iannaccone “Né vittime né prepotenti”. L’obiettivo? Imparare a riconoscere le proprie emozioni e a esprimerle in maniera assertiva sfruttando le abilità della comunicazione, per dire “stop” ai bulli e largo ai Capitani! E tra le novità on line, l’angolo CHIEDI ALL’ESPERTO con Nicola Iannaccone che risponde ai quesiti “bullo-animaleschi” dei genitori!

           

          Ne parliamo proprio con Nicola, psicologo esperto in tematiche legate al bullismo e fautore di un metodo che mira a fornire il maggior numero di carte da giocare nelle relazioni.

           

          1. Buongiorno Nicola, Siamo tutti Capitano è tornato con parecchie novità per famiglie, docenti e bambini. Quali sono secondo te le più ghiotte?

          I filmati che permettono immediata attivazione dei bambini e sono quindi un aiuto diretto agli insegnanti e ai genitori per addentrarsi con facilità nello scenario degli animali.

          2. Si può dire che anche in campo relazionale non si smette mai di imparare? Ossia: SIAMO TUTTI CAPITANO serve ai bambini, agli insegnanti, a mamma e papà ma anche all’adulto che ha voglia di mettersi in gioco con sé stesso e con gli altri e si sforza di calarsi un po’ nei panni degli animali?

          Lo scenario degli animali è una proposta rivolta ai bambini che, attraverso questi stimoli, possono identificarsi facilmente con le loro caratteristiche e quindi comprenderle per facilitare l’arricchimento e il cambiamento nella gamma delle proprie abilità sociali. Alla base di questa proposta c’è la strategia Axenroos che si ispira al modello psicologico “Rose de leary” della personalità . Un modello di funzionamento sociale che basandosi su assunti scientifici è applicabile in campo educativo, formativo e clinico. È quindi una proposta non solo per i bambini ma per tutti.

          3. Parliamo del blog CHIEDI ALL’ESPERTO che ti vede protagonista. Perché un genitore dovrebbe “frequentarlo”? Cosa può trovare?

          Oggi con la rete sono molte le possibilità di accedere ad informazioni e arricchire così la propria cultura. Avere un blog dove l’esperto è verificabile, permette una maggior sicurezza nel confronto.

          Inoltre ciò che si vorrebbe realizzare non è un luogo di “ricette” ma un momento di confronto tra genitori e insegnanti su come sentirsi sicuri rispetto al proprio compito educativo.

          4. Quindi, se dovessi condensarla in poche parole, la ricetta per diventare leader positivi nella propria vita e nelle relazioni è…?

          Ridurre le proprie componenti aggressive e passive per esprimere al meglio la propria assertività.

           

          Per approfondire:

          http://www.testjegedrag.nl/tjg/zelftest/engels/index.htm

            L’attenzione in classe: che piacere!

            “Oggi sappiamo che tutte le esperienze piacevoli attivano un’area precisa del cervello, chiamata area tegmentale ventrale. Le dipendenze corrispondono a cambiamenti duraturi nelle funzioni dei neuroni di quest’area. La cosa affascinante – e terribile allo stesso tempo – è che questi cambiamenti sono identici a quelli che l’esperienza e l’apprendimento producono nei circuiti neurali legati alla memoria.” D. J. Linden

            Ne parlano tutti e ne parliamo anche noi. Dalla fiera del libro per ragazzi di Bologna (che ha compiuto il suo 50° compleanno) alla giornata internazionale del libro dello scorso 23 aprile, dalla fiera del libro di Torino alle ricerche sulla lettura (online ce ne sono quante ne volete… potete iniziare dal sito dell’ISTAT), leggere libri, narrare e narrarsi storie è un argomento molto studiato e dibattuto. Del resto, la forza educativa e didattica che la narrazione possiede è qualcosa che famiglie e insegnanti non discutono. Forse ci ricordiamo anche noi esperienze incredibilmente gratificanti come quelle che abbiamo vissuto da bambine/i: l’insistenza con cui chiedevamo (pretendevamo?) una storia da nostra madre o da nostro padre, sempre quella, con le stesse parole, e poi il piacere di ascoltare, di reiterare la lettura, di allungare la relazione con la persona che ci legge utilizzando a pretesto quel libro che trattiene nelle mani…

            Ma quanto tempo i bambini e le bambine trascorrono nell’ascolto attivo di una storia, nello sfogliare un libro, nel commentare immagini e illustrazioni? Al di là di quanto emerge dalle statistiche, la cosa che mi preme sottolineare è che, nonostante da più parti si sostenga che l’attenzione degli alunni sembra essere diminuita, i tempi di silenzio e di ascolto delle lezioni sembrano difficili per le insegnanti da mantenere a lungo, c’è qualcosa che, al contrario, trattiene le giovani menti anche per molto tempo. La narrazione. Perché? Una prima ragione è sicuramente il fatto che la nostra mente non funziona solamente esercitando il pensiero simultaneo ma anche il pensiero logico-sequenziale e analogico. Se in classe proponiamo esercizi di memorizzazione, pensando che sia lì la chiave dell’apprendimento, ci perdiamo il bello dell’imparare. Stimoli-risposta, test, questionari, domande cui rispondere per valutare se l’apprendimento è avvenuto o meno, se c’è o non c’è. Ok. Ma non solo! Il pensiero simultaneo è quello che riduce le conoscenze e le comprensioni a nozioni mentre il pensiero logico-sequenziale e analogico è quello che aiuta gli studenti e le studentesse a raccontare il proprio sapere, facendo inferenze, collegamenti e, cosa molto affascinante, utilizzando le metafore come luogo di comunicazione del proprio apprendimento. Se le lezioni fossero pensate in chiave narrativa otterremmo maggiore attenzione, maggiore partecipazione e, allo stesso tempo, stregheremmo gli allievi con la bellezza del sapere e del narrare il sapere. Si veda per esempio quanto www.marnihp.it ha pensato per sensibilizzare paesi e territori alla bellezza delle storie e dei libri: http://www.cittainvisibili.org/. Una volta dentro una storia non si vuole più uscire! In fin dei conti, come ci suggerisce la citazione in apertura, l’apprendimento piacevole è una droga! Tipo il pifferaio di Hamelin, ma in senso buono.

            Luca Ghirotto

            Riferimenti bibliografici

            Dallari, M. (2008). In una notte di luna vuota. Educare pensieri metaforici, analogici, impertinenti. Trento: Erickson.

            Dallari, M. (2012). Testi in testa, educare conoscenze e competenze narrative. Trento: Erickson.

             

              Imparare la lezione

              Come essere sicuri che le studentesse e gli studenti abbiano imparato la lezione? La scuola dell’obbligo ha come obiettivo costruire conoscenza e cultura. Attualmente lo fa attraverso le discipline, le materie scolastiche: c’è l’ora di italiano, l’ora di inglese, di matematica e così via. Convogliare il sapere dell’uomo contemporaneo all’interno delle discipline, in un mondo che non è affatto comprensibile per separazione, appare riduzionistico. La costruzione del sapere è qualcosa che eccede la singola materia: i docenti e gli insegnanti lo sanno molto bene! Che gli studenti e le studentesse imparino la lezione significa, prima di tutto, mettere loro a disposizione percorsi culturali complessi e compositi, un métissage, ipertesti in cui i saperi e le esperienze soggettive e di gruppo sono interrelate. Per fare questo, la rete propone e dispone. Ma attenzione! Non è solamente un modo perché i nativi digitali siano in grado di potersi esprimere al meglio delle loro competenze e abilità, è anche un dovere professionale. Infatti, secondo la Circolare Ministeriale n. 18 del 2011, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Dipartimento per l’Istruzione, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica, è necessario affrancarsi sempre di più dal mezzo libro-cartaceo (i sussidiari, i libri di testo) verso “la progressiva transizione ai libri di testo on line o in versione mista, tenendo presente che a partire dall’anno scolastico 2012/2013 non potranno essere più utilizzati testi esclusivamente a stampa”. Ormai ci siamo. Docenti, studenti e genitori hanno già iniziato il processo (o, meglio, il progresso): http://www.bookinprogress.it/. In gioco non c’è solamente l’aspetto economico, cioè il fatto di contrastare la crisi e consentire alle famiglie degli studenti un più sostenibile accesso agli strumenti scelti per l’apprendimento, ma anche la possibilità di essere creativi: sia docenti sia studenti. Insomma, le risorse ci sono, gli strumenti sono sostenibili e accessibili, che cosa aspettiamo? Abbiamo accettato la lavagna e i gessetti anche se impolverano: accettiamo nelle nostre aule il web 2.0 (e successive integrazioni), diventiamo registi di nuovi codici comunicativi e di nuovi linguaggi espressivi. In questo modo potremo anche valutare, oltre l’apprendimento di nozioni, i processi di costruzione del sapere: sono questi a fornirci il “materiale” per comprendere se la lezione è stata imparata. In merito ecco alcuni link interessanti:

              http://cnx.org: un dinamico ecosistema digitale educativo composto da un repository di contenuti educativi e di un sistema di gestione dei contenuti ottimizzati per la fornitura di contenuti educativi. Uno dei siti più popolari educative aperte in tutto il mondo. I suoi 17.000 e più learning objects (per sapere che cosa sono gli “oggetti per l’apprendimento” un po’ di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Learning_objec) e le 1000 collezioni di libri di testo, articoli di giornale, ecc. sono utilizzati da 2 milioni di persone al mese. Offre contenuti in maniera gratuita: è in inglese.

              http://www.emanuelazibordi.it/wp//: Emanuela Zibordi, insegnante, amante di didattica e media. Suo il volume, e-book naturalmente, che segnalo. “La scuola non può ancora dirsi davvero digitale? Quello che è certo è che gli studenti lo sono già: ma non commettete l’errore di sottovalutare gli insegnanti. Se volete farvi un’idea di come poter lavorare da subito insieme ai vostri alunni con i testi digitali e la Rete, questo manuale fa per voi: consigli pratici di didattica e metodo per cominciare subito e includere nel lavoro di ogni giorno nuovi strumenti per studiare e imparare collaborando. «A questo punto direi che si può passare alla fase operativa: come diventare autori del proprio libro di testo o manuale scolastico, coinvolgendo gli studenti nella sua costruzione.»” http://40k.it/testi-scolastici-2-0/

              Luca Ghirotto

                Imparare a giocare, giocare per imparare

                Nel 1939 l’educatore americano Abraham Flexner scriveva sul concetto di utilità della conoscenza inutile: quando la ricerca è fatta per il gusto della ricerca, così come lo studio per il gusto dello studio, senza che pragmatismo e funzionalismo dettino legge. Oggi, a distanza di oltre 70 anni, a scuola c’è un forte bisogno di Gamification, specie a livello di primaria e secondaria.

                Ma cosa significa Gamification? Si tratta dell’utilizzo di regole e tecniche per costruire situazioni di gioco in contesti che con esso hanno poco a che fare. In genere, la Gamification si utilizza per rendere i processi di apprendimento più coinvolgenti, per incoraggiare i partecipanti a impegnarsi in comportamenti desiderati con concentrazione ed entusiasmo, approfittando della naturale predisposizione psicologica dell’essere umano a impegnarsi nel gioco. Qualche esempio? Imparare le tabelline, memorizzare poesie, ricordarsi date storiche. Attività spesso noiose.

                Non dimentichiamo che il gioco simbolico è una pratica iscritta in noi fin dalla nascita: i bambini e le bambine iniziano molto presto a giocare, sviluppando così un’importante modalità di apprendimento e di crescita in competenze e online casino’s conoscenze. Il gioco è un attivatore cerebrale, perché il nostro cervello funziona meglio quando ci troviamo a vivere stati emotivi positivi. E Gamification è la strategia per consegnare a qualsiasi cosa si debba apprendere (una materia, una lezione, una scheda, un’equazione) un significato personale: ciò che deve essere imparato, diventa nuovo, suscita meraviglia, costruisce legami con interessi e affinità.

                A questo punto, scatta la magia, Quando si mette in moto il collegamento tra esperienza emotiva positiva e conoscenza, il passaggio di nuove informazioni è rafforzato dal sistema limbico del nostro “cervello allegro” per poi destare attenzione a livello di talamo. Cosa succede se gli studenti sono annoiati? Non solo non si divertono, ma sono più facilmente a disagio o in ansia, come spiega Laura Erlauer (2003). In questi stati, lo stress colpisce attenzione e apprendimento. Gamification limita i livelli di cortisolo e combatte uno degli effetti più nefasti dello stress: il deterioramento della memoria.

                E allora, diciamolo con forza: non c’è nulla di più serio del gioco! Perché il gioco è una cornice dentro cui leggere gli eventi della vita (Bateson,1996) anche quelli che avvengono a scuola.

                Luca Ghirotto

                 

                LINK

                Sull’utilità della conoscenza inutile (in inglese)

                http://www.brainpickings.org/index.php/2012/07/27/the-usefulness-of-useless-knowledge/

                Riferimenti bibliografici

                Bateson, G. (1996). Questo è un gioco. Perché non si può mai dire a qualcuno «Gioca!». Milano: Raffaello Cortina.

                Erlauer, L. (2003). Brain-Compatible Classroom: Using What We Know About Learning to Improve Teaching. Alexandria, VA: Association for Supervision & Curriculum Development (ASCD

                 

                  “Siamo tutti Capitano” ognuno in modo diverso

                  Riconoscere le emozioni e saperle esprimere, sviluppare competenze sociali e relazionali, entrare in empatia con il prossimo. Per imparare a diventare leader positivi della propria vita e nei rapporti con gli altri. Erano questi gli obiettivi della I edizione del progetto ludico-didattico “Siamo tutti Capitano”, il progetto di educazione socio-affettiva promosso dall’azienda Farmaceutici Dottor Ciccarelli insieme a d&f nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie. Il punto di vista delle scuole?

                  Sembra proprio che gli obiettivi del progetto siano stati centrati, come dimostrano le parole della maestra Michela Mazzoni della Scuola dell’Infanzia San Felice di Cremona che, insieme alla collega Sabrina De Lorenzo, è risultata vincitrice, tra l’alto numero di classi partecipanti, con le sezioni “gialli” e “rossi”: “il materiale ci è sembrato colorato, completo e accattivante. […]. L’utilità del lavoro è stata indiscutibile: i bambini hanno acquisito e utilizzato varie modalità di relazione; hanno imparato a sentirsi parte integrante del gruppo; sono riusciti a dare un nome alle proprie emozioni”.

                  Il coinvolgimento dei bambini è risultato altissimo, come afferma ancora la signora Michela: “Abbiamo stimolato la competitività positiva nei bambini (…) in modo fantasioso e semplice” e insieme alla The fact is anyone who likes their current top health insurance companies can keep it, assuming it complies with the ACA or it has a grandfathered status. collega è riuscita a portare “alle stelle il loro entusiasmo , soprattutto dei più grandi”. In che modo? “Inizialmente sono stati presentati ai bambini i 10 animali, descrivendone le caratteristiche” continua la maestra, “È stato chiesto di differenziare le componenti positive e negative di ciascuna figura e, al fine di prendere confidenza con questi “piccoli amici”, i bambini si sono cimentati in divertenti giochi di immaginazione. Ognuno di loro ha scelto l’animale con cui maggiormente si identificava, motivandone la decisione”.

                  Il parere positivo della maestra si estende anche all’azienda Ciccarelli, promotrice dell’iniziativa: “Abbiamo riscontrato un forte interesse dell’azienda per il mondo della scuola e per le dinamiche che si possono riscontrare all”interno del gruppo. Essa ha centrato pienamente il valore che può assumere la relazione e l’importanza di mettersi “nei panni degli altri”, principi fondamentali per comprendere la ricchezza della diversità. È proprio vero: siamo tutti capitano, anche se ognuno in modo diverso”.

                  Aggiunge poi che nonostante “non si siano mai verificati casi di bullismo nelle nostre sezioni, questo percorso preventivo è servito a far comprendere ai bambini alcune dinamiche, a volte nascoste, del gruppo”.

                  Per approfondimenti:

                  4.000 voci per dire “stop ai bulli”

                  Siamo tutti Capitano

                   

                    Vi racconto la nostra “Avventura KM Zero”!

                    Prodotti sempre più vicini al territorio, e per questo amici dell’ambiente. Semplici “tecniche” di sviluppo sostenibile alla portata di tutti. Risparmio delle risorse. E poi, imparare a leggere le etichette e a chiedersi da dove arriva l’uovo che finisce in tavola o il latte che troneggia nella tazza a colazione. Sono solo alcuni degli spunti “verdi” che hanno animato il percorso ludico-didattico “Avventura KM Zero” promosso da BigStore Alba e dedicato ai bambini delle scuole primarie e delle secondarie di primo grado di Alba e comuni limitrofi. Ad accompagnarli Nico, il character del progetto.

                    Impressioni? Esperienze dirette delle classi? In generale, una bella “avventura” sostenibile che una volta intrapresa, non ti fa tornare più indietro rispetto alle vecchie… abitudini!

                    Spesso si parlava già prima, in classe, dell’importanza di uno stile di vita sano fin da piccoli e la scuola può concretamente lanciare messaggi positivi in questa direzione” ha sottolineato per esempio l’insegnante Lucia Occhetti della Scuola Primaria S. Rocco Montà, 1° classificata scelta dalla giuria. Come si sono mossi i suoi studenti? Raccontando una buono abitudine che già fa parte del loro quotidiano: “La classe ha realizzato un cartellone illustrando un progetto che viene messo in pratica da anni. Ogni lunedì mattina, i bambini hanno l’opportunità di ordinare uno yogurt fresco per la colazione del giovedì che viene prodotto da un’agrilatteria a soli 7 km dalla scuola. In questo modo possono avere un prodotto genuino e leggero per lo spuntino, evitando snack pesanti a metà mattinata”.

                    Ma come ha preso forma l’elaborato? “Il cartellone spiegava le varie fasi dell’attività, dall’ordine, alla scelta del gusto, alla consegna, al consumo. Inoltre i vasetti vuoti sono stati riciclati e sono diventati, con opportune modifiche, cestini da banco per temperare le matite o campanelli per l’albero di Natale”. E gli studenti? Quanto sono stati proattivi? Ogni bambino ha apportato un suo personale contributo, impiegando la propria creatività per una scritta, un disegno, un particolare. Alla fine, tutti erano soddisfatti del lavoro svolto, al di là di quello che avrebbe detto la giuria”.

                    Bilancio positivo, quindi. Come l’idea che ci si è fatti sul ruolo di BigStore: Discreto, in un certo senso familiare, perché i bambini già conoscevano il centro commerciale in cui i lavori sono poi stati esposti poiché lo frequentano con le famiglie”.

                    E il valore del legame con il territorio e del consumo dei prodotti a km zero? “È molto importante che i ragazzi abbiano, fin da piccoli, l’opportunità di capire quanto sia importante valorizzare ciò che offre il territorio, di conoscere la stagionalità di ciò che trovano sulle tavole, di sapere che a volte il cibo percorre enormi distanze per arrivare a noi e che questo ha conseguenze sull`intero pianeta”.

                    In definitiva, la conferma che l’unione tra scuola e famiglia può davvero essere vincente: “La scuola lancia messaggi anche grazie al coinvolgimento di progetti come questo e molto conta l’atteggiamento delle famiglie, ma se gli alunni di oggi saranno dei consumatori consapevoli domani, il nostro lavoro non sarà stato vano”.

                    Approfondimenti

                    Avventura km zero