Imparare la lezione

Come essere sicuri che le studentesse e gli studenti abbiano imparato la lezione? La scuola dell’obbligo ha come obiettivo costruire conoscenza e cultura. Attualmente lo fa attraverso le discipline, le materie scolastiche: c’è l’ora di italiano, l’ora di inglese, di matematica e così via. Convogliare il sapere dell’uomo contemporaneo all’interno delle discipline, in un mondo che non è affatto comprensibile per separazione, appare riduzionistico. La costruzione del sapere è qualcosa che eccede la singola materia: i docenti e gli insegnanti lo sanno molto bene! Che gli studenti e le studentesse imparino la lezione significa, prima di tutto, mettere loro a disposizione percorsi culturali complessi e compositi, un métissage, ipertesti in cui i saperi e le esperienze soggettive e di gruppo sono interrelate. Per fare questo, la rete propone e dispone. Ma attenzione! Non è solamente un modo perché i nativi digitali siano in grado di potersi esprimere al meglio delle loro competenze e abilità, è anche un dovere professionale. Infatti, secondo la Circolare Ministeriale n. 18 del 2011, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Dipartimento per l’Istruzione, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica, è necessario affrancarsi sempre di più dal mezzo libro-cartaceo (i sussidiari, i libri di testo) verso “la progressiva transizione ai libri di testo on line o in versione mista, tenendo presente che a partire dall’anno scolastico 2012/2013 non potranno essere più utilizzati testi esclusivamente a stampa”. Ormai ci siamo. Docenti, studenti e genitori hanno già iniziato il processo (o, meglio, il progresso): http://www.bookinprogress.it/. In gioco non c’è solamente l’aspetto economico, cioè il fatto di contrastare la crisi e consentire alle famiglie degli studenti un più sostenibile accesso agli strumenti scelti per l’apprendimento, ma anche la possibilità di essere creativi: sia docenti sia studenti. Insomma, le risorse ci sono, gli strumenti sono sostenibili e accessibili, che cosa aspettiamo? Abbiamo accettato la lavagna e i gessetti anche se impolverano: accettiamo nelle nostre aule il web 2.0 (e successive integrazioni), diventiamo registi di nuovi codici comunicativi e di nuovi linguaggi espressivi. In questo modo potremo anche valutare, oltre l’apprendimento di nozioni, i processi di costruzione del sapere: sono questi a fornirci il “materiale” per comprendere se la lezione è stata imparata. In merito ecco alcuni link interessanti:

http://cnx.org: un dinamico ecosistema digitale educativo composto da un repository di contenuti educativi e di un sistema di gestione dei contenuti ottimizzati per la fornitura di contenuti educativi. Uno dei siti più popolari educative aperte in tutto il mondo. I suoi 17.000 e più learning objects (per sapere che cosa sono gli “oggetti per l’apprendimento” un po’ di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Learning_objec) e le 1000 collezioni di libri di testo, articoli di giornale, ecc. sono utilizzati da 2 milioni di persone al mese. Offre contenuti in maniera gratuita: è in inglese.

http://www.emanuelazibordi.it/wp//: Emanuela Zibordi, insegnante, amante di didattica e media. Suo il volume, e-book naturalmente, che segnalo. “La scuola non può ancora dirsi davvero digitale? Quello che è certo è che gli studenti lo sono già: ma non commettete l’errore di sottovalutare gli insegnanti. Se volete farvi un’idea di come poter lavorare da subito insieme ai vostri alunni con i testi digitali e la Rete, questo manuale fa per voi: consigli pratici di didattica e metodo per cominciare subito e includere nel lavoro di ogni giorno nuovi strumenti per studiare e imparare collaborando. «A questo punto direi che si può passare alla fase operativa: come diventare autori del proprio libro di testo o manuale scolastico, coinvolgendo gli studenti nella sua costruzione.»” http://40k.it/testi-scolastici-2-0/

Luca Ghirotto

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