“LA SCUOLA IN CHIARO” – PARTE SECONDA

È passato appena un anno dall’introduzione del progetto “La scuola in chiaro”, promosso dal MIUR come “il primo passo verso un’amministrazione più moderna e trasparente”, che aveva previsto per le famiglie la possibilità di iscrivere online i propri figli, in riferimento all’anno scolastico 2012/2013. Rimaneva comunque in vigore anche l’alternativa di effettuare l’iscrizione nel modo tradizionale, consentendo ai genitori di recarsi personalmente presso la scuola.

I destinatari del progetto? Le 11mila scuole di ogni ordine e grado, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, per un totale di circa 8 milioni di studenti e 2 milioni di famiglie. Un’iniziativa sperimentale ma sicuramente ambiziosa, che veniva concepita anche come strumento di miglioramento per il mondo scolastico stesso, che poteva così fornire tutti i dati in possesso sull’offerta didattica e sulla qualità degli istituti.

La novità, resa pubblica solamente nei giorni scorsi, è che dal prossimo anno scolastico 2013/2014 la procedura di iscrizione scolastica è divenuta esclusivamente informatizzata , precludendo ai genitori la possibilità di procedere con le normali burocrazie cartacee: niente più lunghe code presso le segreterie scolastiche e moduli da compilare, ma un unico sito web tramite cui avviare il processo.

Dopo registri e pagelle online, novità obbligatorie già introdotte quest’anno, arrivano ora anche iscrizioni via internet… possiamo quindi considerare completa la rivoluzione digitale degli istituti scolastici? Le scuole rispondono dotandosi della tecnologia che consentirà loro tale passaggio, ma, dal canto loro, sono ancora molte le famiglie italiane sfornite di qualsiasi accesso ad internet (circa 350mila stando alle ultime statistiche ISTAT), rendendo non solo difficoltosa la reale messa in pratica di tale provvedimento, ma ancor più necessaria la richiesta di supporto da parte dell’istituzione scolastica.