10.000 buoni motivi per urlare “Crescendo si scambia”!

Prendi un bambino, mettilo di fianco al papà o alla mamma, oppure perché no, a un
nonno. Dà loro tempo libero per divertirsi. Per giocare. Quale sarà la magia capace di unirli e di rafforzare il rapporto? Probabilmente una passione comune, da vivere assieme. Da “fare” assieme. Le figurine, per esempio! Anche in classe, durante la ricreazione. Un passatempo… senza tempo, un oggetto pieno di ricordi e di emozioni, da scambiarsi e da collezionare. Per giocare in compagnia!

Panini S.p.A. ha promosso e portato nelle scuole primarie “Crescendo si scambia”, un’attività didattica che diventa opportunità per fare gruppo e sperimentare dinamiche di relazione attraverso giochi e attività sullo scambio. Oggetto? La figurina! Sinonimo di manualità, numeri, negoziazione, rispetto delle regole, memoria, creatività.

E alla fine del breve percorso, che include un kit contenente tra l’altro album e figurine per i bambini, ecco  un’iniziativa libera che mette in palio per le scuole buoni spesa in materiale didattico per un valore complessivo di 10.000 euro! Basta coniare uno slogan sul valore dello scambio e incrociare le dita.

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10 modi che non conoscevi per far scappare un bullo

Mai avuto a che fare con un bullo? C’è Luca che ha sette anni, è un bambino vivace e sensibile, scalpita di gioia quando si fanno le operazioni alla lavagna e fantastica in silenzio quando ha la possibilità di fermarsi davanti alla cartina geografica del mondo. Però fa fatica a esprimere le proprie emozioni, si sente insicuro delle proprie parole e finisce per reprimere ciò che prova. Diventando così facile preda di alcuni compagni di scuola poco simpatici e un po’ prepotenti. Una volta ha preso anche delle botte. Una storia che suona famigliare, vero? Troviamo una soluzione? Anzi, perché non dieci?

Per il terzo anno consecutivo, scuole primarie e scuole dell’infanzia di tutta Italia sperimentano l’utilità del progetto edutainment Siamo tutti Capitano, un percorso di educazione socio-affettiva promosso da Farmaceutici Dottor Ciccarelli allo scopo di far emergere la leadership positiva che è in ognuno di noi. E con la possibilità per le scuole partecipanti di mettersi alla prova con un elaborato e aggiudicarsi materiali didattici tra i quali una LIM. Come si svolge? A fianco di 10 animali-guida che accompagnano i bambini tra una miriade di attività da fare in aula e a casa, vere e proprie schede didattiche che coinvolgono la classe e la famiglia. Ogni animale ha una sua identità, caratteristiche positive e negative diverse. Immedesimandosi nel leone o nel procione, nella tartaruga o nel gatto, i bambini scoprono tantissime abilità della comunicazione da utilizzare tutti i giorni, a seconda della situazione.

Questi gli step:

  • I bambini conoscono gli animali attraverso gli strumenti didattici del kit e i video del sito www.siamotutticapitano.it. L’identificazione scatta subito!
  • Giocando con i 10 animali a scuola e in famiglia, i bambini imparano nuovi modi di relazionarsi e di comunicare ciò che provano
  • Grande novità della terza edizione, giochi e attività per imparare a riconoscere e trasmettere le emozioni attraverso le espressioni del volto: rabbia, tristezza, gioia, paura, noia…

Alla fine del percorso, i bambini sapranno esprimere le proprie emozioni in maniera ASSERTIVA, non PASSIVA né AGGRESSIVA.  Per dire stop ai bulli e largo ai Capitani!

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Che cos’è My Edutainment?

Con myedutainment, scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia hanno la possibilità di mettersi alla prova con PROGETTI stimolanti e divertenti, concorsi e iniziative che fanno aggiudicare ricchi materiali didattici, momenti formativi ed eventi che rendono i percorsi ancora più coinvolgenti.

Anche quest’anno su MYEDUTAINMENT.IT trovi KIT COMPLETAMENTE GRATUITI, sviluppati da un team di professionisti dell’edutainment con la consulenza di pedagogisti, nutrizionisti, psicologi che accompagnano le classi in percorsi di educazione ambientale o alla relazione, alimentare o alla creatività e tanto altro.

My Edutainment non è solo l’occasione per scoprire nuovi percorsi didattici che integrano armoniosamente i programmi, ma è un luogo di confronto e scambio DEDICATO A CHI LA SCUOLA FA TUTTI I GIORNI, VOI DOCENTI.

 

 

L’inglese? Si impara a teatro

Ultima in classifica per la lettura di giornali in lingua straniera (3%) e penultima per la lettura di libri (2%, inferiore solo all’1% della Bulgaria), l’Italia sembra ostinarsi a snobbare la competenza linguistica.

Anche l’ultima riforma scolastica, che elimina l’insegnamento dell’inglese nella scuola primaria, sembra non tenere in considerazione l’importanza di conoscere una lingua straniera fin dall’infanzia per formare cittadini all’altezza di competere con una realtà sempre più cosmopolita.

Per rimediare a queste carenze c’è chi si affida a corsi privati o chi, come al Teatro Sistina di Roma, preferisce che l’inglese si impari a teatro.

Proprio così, dal 15 al 25 novembre è in arrivo, nel noto Teatro romano, la sitcom Nuts: una fiaba rivisitata per teatro e tv e creata per aiutare i bambini a imparare l’inglese con più facilità. Protagonisti, Sara e Lorenzo, due studenti che vivono in un appartamentino del quartiere San Lorenzo.

Prima di prendere parte allo spettacolo è possibile partecipare ai corsi Nuts, che sono iniziati da ottobre a Roma, aggiungendo al percorso di apprendimento la visione degli episodi dell’omonima family sitcom e integrandoli con test online.

Il Nuts nasce nel 2011, creato da Teresa Pascarelli un’italiana nata a Tokyo (allieva dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma) che ha brevettato un metodo infallibile e divertente per i più piccoli e lo diffonde anche su Nick Junior, il canale Sky destinato ai più piccoli, con «1, 2, 3…Perché? Impara l’inglese con me».

Il metodo Nuts permette di costruire un racconto dettando una precisa alternanza fra italiano e inglese, finalizzata all’apprendimento. Il bambino si trova davanti ad un nuovo idioma, conosciuto solo in parte, nel cui meccanismo riesce però facilmente ad entrare, acquisendo così, facilmente, la seconda lingua.

 

Scuola a 5 anni: favorevoli o contrari?

Meglio diplomarsi a 18 anni e permettere ai ragazzi di entrare nel mondo del lavoro assieme ai loro coetanei che vivono nell’Unione europea o seguire i naturali ritmi di crescita e iniziare il ciclo scolastico a 6 anni?

Di ingressi anticipati in classe dei bambini se ne parla già da tempo, da quando il Ministro Letizia Moratti, nel 2003, ha dato il via libera all’iscrizione alla scuola primaria anche ai bambini a partire da 5 anni e 4 mesi compiuti.

Tale ipotesi torna all’attualità con un progetto di studio da parte del Ministero dell’Istruzione, che propone di anticipare l’ingresso scolastico dei bambini a 5 anni, per diventare più competitivi e allinearsi alle migliori pratiche europee. Una strada questa, che non andrebbe ad intaccare la presente suddivisione del percorso con i cinque anni delle elementari, il triennio delle scuole medie e i cinque anni delle superiori.

Anche se si tratta solo di una proposta, che verrà attentamente esaminata da un gruppo di lavoro composto da esperti, pedagogisti e dirigenti scolastici per svolgere attività di studio delle problematiche sulla durata del corso di studi, in molti hanno fatto voce grossa opponendosi al progetto di riforma.

Tra questi, c’è chi solleva qualche perplessità circa l’effettiva capacità di un bambino di 5 anni di approcciare un percorso didattico che affretterebbe una fase importante di crescita legata soprattutto alla necessità di muoversi e fare attivamente le cose, limitando anche i benefici del percorso didattico della scuola dell’infanzia, dove i piccoli imparano soprattutto in maniera informale, giocando. Come sostiene la psicologa dello sviluppo, Anna Oliviero Ferraris, “non tutti hanno ancora il coordinamento mano-occhio per poter scrivere in modo fluido. A volte si rischia di chiedere uno sforzo eccessivo”. In tale ottica, la questione centrale sembra essere quella di rivedere l’intera strategia didattica e i programmi dell’intero ciclo, propendendo verso una tipologia estremamente attiva, che tenga conto delle esigenze di movimento dei più piccoli.

Entro dicembre, il gruppo di lavoro svilupperà una proposta concreta da presentare al Ministro Francesco Profumo come disegno di legge.

 

 

Nati per il latte

Logo Nati per il latte

PER CHI

nati per il latte è un percorso ludico-didattico promosso nelle scuole primarie del Nord Italia da Consorzio Latterie Virgilio – realtà composta da 70 caseifici associati e più di 2.000 Soci allevatori – in collaborazione con Associazione Mantovana Allevatori e Italialleva.

 

COSA PROPONE

L’obiettivo del progetto è quello di supportare i docenti nell’importante compito di far conoscere ai bambini i segreti, la storia, i significati di un alimento di qualità e 100% italiano come il latte, elemento cardine di una dieta equilibrata e tradizione del territorio.

 

OPPORTUNITÀ PER LA SCUOLA

Un’iniziativa libera che alla fine del percorso consente alle classi di mettersi alla prova con un elaborato e aggiudicarsi una lavagna interattiva multimediale o buoni spesa in materiale didattico.

 

In più, la possibilità per le scuole di prenotare una visita didattica per vedere da vicino come funziona la filiera del latte, come nasce e come si trasforma questo autentico “oro bianco”, dall’allevamento al caseificio fino al Consorzio.

 

Visita il sito dell’iniziativa: www.natiperillatte.it

 

Segreteria Organizzativa:

Numero verde: 800.17.25.34

Fax: 051-6414810

E-mail: info@myedutainment.it

 

Quattromila voci per dire “stop ai bulli”

Quattromila insoliti “zoo” dentro le scuole, con simpatici animali dai caratteri a volte affini, a volte complementari, a volte in conflitto, ma tutti compattamente schierati contro i bulli! E al fianco di questi simbolici amici in cui immedesimarsi, ecco i bambini. In un gioioso concerto di voci, giochi, attività per sperimentare le mille sfaccettature di comportamento e di stato d’animo che caratterizzano non soltanto l’età adulta, ma anche l’identità delle nuove generazioni che crescono. Non è una recita, ma lo svolgimento di “Siamo tutti Capitano”, il progetto di educazione socio-affettiva a cura di Nicola Iannaccone e incentrato su 10 animali-guida che Pasta del Capitano-Farmaceutici Dottor Ciccarelli in tandem con d&f sta portando avanti nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie di tutta Italia. La strategia è a largo respiro: disinnescare i semi del bullismo, per la prima volta già dalla scuola dell’infanzia. Imparando a riconoscere le emozioni, a esprimerle, a essere leader della propria vita e nell’amicizia.

I numeri? Sono stati presentati in occasione di una conferenza stampa svoltasi a Milano. E a occhio e croce, le carte con gli animali stanno davvero conquistando le scuole: quasi quattromila i kit distribuiti gratuitamente in altrettante classi, un concorso che mette in palio computer e materiale scolastico, la sensazione di aver intercettato un’esigenza diffusa, quella di “educare” all’esercizio della leadership positiva. E quale migliore incubatore della scuola, ossia quel luogo in cui il bambino comincia a sperimentare concretamente e continuativamente il suo essere individuo all’interno di un gruppo? I numeri parlano chiaro: quasi 9 italiani su 10 ritengono che la scuola sia il luogo per eccellenza del bullismo, uno su due è convinto che un modello di comportamento positivo e non aggressivo sia uno strumento efficace di prevenzione (dati ricerca “Gli italiani e il bullismo” – AstraRicerche).

“Il percorso didattico che abbiamo sviluppato – ha sottolineato  Nicola Iannaccone, consulente scientifico e curatore del progetto, nonché coordinatore del progetto “Stop al bullismo. Strategie per ridurre i comportamenti aggressivi e passivi in ambito scolastico”, psicologo presso il servizio sanitario pubblico e autore di importanti testi sul tema – si rivolge ai bambini, ai loro educatori e alle loro famiglie, coinvolgendo l’intero sistema sociale nel quale i più piccoli sviluppano le  capacità relazionali. Ed è fondamentale – ricorda Iannaccone – per prevenire l’insorgere di comportamenti che possono degenerare in fenomeni di bullismo, intervenire proprio laddove avvengono le prime esperienze di interazione sociale tra gruppi di pari, educando a comportamenti positivi per sé e per gli altri”. Quindi, non è mai troppo presto. “Si è deciso di rivolgersi alle scuole primarie e, per la prima volta con un progetto di prevenzione e sensibilizzazione verso il tema del bullismo, anche alle scuole dell’infanzia”.

“Questo progetto – commenta Marco Pasetti, Presidente e Amministratore Unico di Farmaceutici Dottor Ciccarelli – rappresenta la volontà del marchio Pasta del Capitano, che da oltre 100 anni fa sorridere gli Italiani, di essere accanto alle famiglie con un impegno che rappresenti quelli che da sempre sono i suoi valori di marca: affidabilità e garanzia di serietà”.

“La collaborazione tra pubblico e privato nella promozione di progetti didattici all’interno delle scuole – ha sottolineato nel corso della conferenza stampa Giuseppe Petralia, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano - è particolarmente utile al miglioramento della qualità dell’offerta didattica. E “Siamo tutti Capitano” si inserisce bene tra le proposte che oggi si elaborano per rispondere all’esigenza di affrontare il problema del bullismo e, più in generale, quello delle corrette relazioni interpersonali e di gruppo. L’azione della scuola, con l’aiuto di soggetti esterni quali, in questo caso, Farmaceutici Dottor Ciccarelli – ha proseguito Petralia - trova un valido supporto nell’affrontare uno dei temi più dibattuti e delicati, che vede come attori la scuola stessa e la famiglia in un’azione sinergica che dovrebbe avere inizio fin dalla scuola dell’infanzia. È qui che si inserisce il partner esterno quale elemento di sostegno e promozione di una mirata attività volta, se non a sconfiggere, almeno a scalfire un fenomeno in crescita esponenziale e sempre più preoccupante.”

E sono tante le carte da giocare! Tutto comincia dal mazzo con le cosiddette figure-stimolo, dieci animali-guida capaci di essere – come tutti, del resto – a volte bravi, a volte meno bravi, a seconda dei comportamenti che mettono in atto nella relazione col prossimo. E con le carte e il quaderno, i bambini sono impegnati in giochi di ruolo, attività, esercizi creativi attraverso i quali apprendono nuove competenze sociali e abilità della comunicazione. Obiettivo? Saper poi spendere questi “talenti” nella vita di tutti i giorni per essere tutti Capitano! A completare il kit, l’opuscolo per i docenti e una piccola guida per le famiglie.

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