Ricerca dell’Ocse sui voti: “I prof. favoriscono ragazze e ceti alti”

Un approfondimento svolto dall’Ocse – l’Organizzazione (internazionale) per la cooperazione e lo sviluppo economico – sui test-Pisa (in Lettura, Matematica e Scienze) mette sul banco degli imputati i docenti e la loro imparzialità nell’attribuire i voti agli alunni.

Gli insegnanti – emerge dalla ricerca – tendono ad attribuire alle ragazze ed agli studenti provenienti da ambiti socio-economici più favorevoli migliori voti a scuola, anche se non hanno una migliore performance, rispetto ai ragazzi e agli studenti provenienti da ambiti socio-economici svantaggiati“.

Dato preoccupante se pensiamo che questa discriminazione può avere conseguenze sia sull’autostima degli studenti sia sulle loro scelte future (in termini di aspirazioni di università e carriera lavorativa).

E, tra le nazioni europee in cui è stata condotta la ricerca, l’Italia sembra essere uno dei paesi dove questa differenza, tra voti attribuiti dagli insegnanti e preparazione reale dello studente, emerge con più forza.

I voti dovrebbero far capire agli studenti il loro rendimento e attestare il loro livello di competenza valutata dai docenti e dalla scuola ma dai test emerge, invece, che spesso e volentieri vengono ricompensate delle caratteristiche (genere e grado sociale) che nulla hanno a che vedere con l’apprendimento.

E voi cosa ne pensate dei risultati di questa ricerca?

 

Dalla discarica rinasce la scuola

Una scuola interamente finanziata con i ricavi dello stoccaggio dei rifiuti dei paesi vicini. Succede in provincia di Ancona, nella piccola frazione di Maiolati Spontini, Moie, dove i 326 bambini della Martin Luther King vanno in una scuola diversa dalle altre, dove i rifiuti sono visti come una risorsa da sfruttare e non solamente come un grave problema da risolvere.

La discarica, come racconta il sindaco Giancarlo Carbini: “ci permette di investire nel futuro del nostro paese.”

Nel bilancio 2011 di Maiolati Spontini c’erano quasi 13milioni di euro di entrate e ben 3.731.900 arrivavano dalla discarica. Con questi soldi è stato possibile spendere 3,4 milioni per la scuola primaria, e altri 9 sono pronti per la nuova scuola secondaria di primo grado.

La scuola è bella, accogliente e soprattutto ecosostenibile: l’impatto sull’ambiente è minimo, i tetti sono coperti da quasi 800 metri quadri di giardini pensili e grazie all’impianto fotovoltaico è autonoma per l’energia. Non ci sono termosifoni, il calore arriva dal soffitto.

All’ingresso, una scritta su una porta a vetri: “Vado a scuola perché”. I bambini possono scrivere le loro idee: alcune bacheche raccolgono foglietti, disegni e sogni dei piccoli studenti. Nessun graffio, nessun segno di matita: i bambini hanno promesso di non rovinare questa scuola così bella scarabocchiando o pasticciando i muri.

Sulle pareti solo scritte e disegni che veicolano messaggi importanti in modo ludico ed educativo: si parla di ambiente, di sana alimentazione e di rispetto degli altri.

Anche il menù della mensa è diverso da quello delle altre scuole, solo prodotti di stagione e a km zero. Non ci sono prodotti surgelati. Sembra quasi di essere in un ristorante.

Questa esperienza diversa e positiva potrebbe esser un esempio per i tanti comuni che spesso vedono i rifiuti solo come un problema e non come una possibile risorsa.

Foto: http://www.repubblica.it/speciali/repubblica-delle-idee/edizione2012/2012/11/28/news/il_miracolo_della_scuola_dei_sogni_costruita_con_i_soldi_della_discarica-47614957/