Una scuola su cinque non è sicura: che fare?

Subito dopo funzioni fisiologiche quali respirare, dormire, mangiare, gli esseri umani pensano alla sicurezza fisica. E in senso ampio, il secondo gradino della scala dei bisogni umani di Maslow include anche la sicurezza della famiglia, tanto per non sbagliare mira tra egoismo e altruismo. Ok, una riflessione razionale sui luoghi e i contesti in cui “abitano” le nostre vite nell’arco delle 24 ore deve sempre sganciarsi dall’onda emotiva del contingente, ma è certo che gli eventi sismici che hanno colpito l’Emilia nel mese di maggio 2012 pongono una serie di interrogativi: qual è il livello di sicurezza degli edifici nei quali trascorriamo più o meno continuativamente le nostre esistenze? Cosa si può fare per minimizzare i rischi a casa, sul lavoro, nei luoghi pubblici? E quindi: come online casino si può “affidare” istruzione e apprendimento dei propri figli ad agenzie educative che troppo spesso sono instabili non – o non soltanto – nell’impianto didattico, nell’organizzazione o nelle persone che dovrebbero trasmettere conoscenza, ma piuttosto nelle mura, nelle fondamenta stesse?

Cittadinanzattiva ha recentemente presentato il decimo Rapporto sulla sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici, un ritratto impietoso del sistema scolastico italiano questa volta dal punto di vista della solidità… fisica: 111 edifici messi sotto torchio in 10 regioni – Campania, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria -, 23 “assolutamente inadeguati” in quanto a livelli di sicurezza, solo uno su tre in grado di toccare la sufficienza, addirittura uno su quattro legittimato da una certificazione di agibilità statica. E non si tratta di pure speculazioni teoriche: il 59% delle scuole esaminate si trova in zone ad alto rischio sismico. Ancora più grave se si pensa che a tutt”ggi non esiste un’anagrafe che certifichi il reale stato dell’edilizia scolastica italiana.

Per questo, la rivista Wired ha colto la palla al balzo coinvolgendo i suoi lettori, il popolo della rete, tutti i cittadini “attivi” che non si accontentano di affidarsi al fatalismo e alla lacrime postume. Con la campagna #scuolesicure, l’obiettivo è quello di mappare dal punto di vista della sicurezza sismica tutti gli edifici scolastici entro il 31 ottobre.

Scopri come su http://daily.wired.it/news/politica/2012/09/17/collabora-campagna-scuolesicure-183456.html